La leggenda della Guacamaya e i colori del mondo (leggenda Messicana)

C’era una volta un mondo tutto grigio e noioso, in cui gli dei litigavano sempre perché tutto era assai cupo e colorato con due soli colori: il nero ,che dominava la notte, e il bianco ,che tingeva il giorno, poi v’era il grigio che dipingeva sere e mattine affinché non si scontrassero troppo. Gli dei litigavano spesso, ma erano comunque molto sapienti e saggi: si riunirono per decidere come rendere il mondo più allegro, così da viere felici e in concordia.

Uno di loro cominciò a camminare per pensare meglio,ma, camminando sbatté contro una pietra ferendosi la testa.Il dio, dopo aver strillato per un bel pezzo, guardò il suo sangue e vide che era di un colore diverso così andò dagli altri Dei, mostrando loro il nuovo colore che chiamarono “rosso”.

A questo punto decisero di cercare altri colori, e di rendere con questi il mondo più bello e allegro.

Un altro dio si mise in cerca di un colore per dipingere la speranza. Lo trovò dopo un bel pezzo e lo mostrò all’assemblea degli Dei che gli misero il nome “verde”.

Un altro cominciò a grattare forte a terra. “Che fai?” gli chiesero gli altri dei. “Cerco il cuore della terra” rispose. Dopo un po’ trovò il cuore della terra e lo mostrò agli altri dei. Nacque così il colore marrone.

Un altro dio salì in alto. “Vado a guardare il colore del mondo” disse, e si mise a scalare una montagna. Quando arrivò ben in alto, guardò in giù e vide il colore del mondo, ma non sapeva come fare a portarlo agli altri dei. Allora rimase lì a guardare per un bel po’, finché il colore non gli si attaccò agli occhi. Discese e andò all’assemblea degli dei. “Porto nei miei occhi il colore del mondo: l’azzurro.

Un altro dio stava cercando colori quando sentì che un bambino ridere; si avvicinò con cautela e gli prese la risata che diventò il giallo.

A quel punto gli dei che erano ormai stanchi, andarono a dormire, lasciando i colori in uno scrigno sotto un albero.

La cassetta non era chiusa bene e i colori uscirono, cominciando a far chiasso e festa.

Quando tornarono gli Dei si accorsero che i colori non erano più sette, ma molti di più.

Presero la cassetta dei colori, salirono sulla cima del monte, e da lì cominciarono a lanciare i colori, così l’azzurro finì in parte nell’acqua e in parte nel cielo, il verde cadde sugli alberi e sulle piante, il marrone, che era il più pesante, cadde sulla terra, il giallo, che era un risata di bambino, volò fino a tingere il sole, il rosso giunse sulla bocca degli uomini.

Allora, gli dei, per non dimenticare né perdere i colori, cercarono un modo per conservarli. Mentre stavano pensando come fare videro passare un pappagallo guaca maya dalle lunghissime penne. Decisero così di affidare tutti i colori che avevano appena scoperto a questo animale, che da quel momento ebbe un piumaggio colorato come un arcobaleno e divenne non solo un volatile meraviglioso, ma il custode di tutti i colori del mondo.

Published in: on 26 aprile 2012 at 14:34  Lascia un commento  

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