Invictus – William Ernest Henley

Dal profondo della notte che mi avvolge,

Nera come il pozzo senza fondo che va da un polo all’altro,

Ringrazio qualunque dio possa esistere

Per la mia anima indomabile.

Nella stretta morsa delle circostanze

Non mi sono tirato indietro né ho gridato

Sotto i colpi avversi della sorte

Il mio capo sanguina, ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime

Incombe solo l’orrore dell’ombra

Eppure, la minaccia degli anni

Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,

Quanto piena di castighi la vita,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

Published in: on 13 aprile 2012 at 22:57  Lascia un commento  

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