Mangiate, vestitucci miei! – Le storie di Giufà

Giufà era un po’ sciocco: perciò nessuno gli offriva mai niente, né gli usava la cortesia di invitarlo.

Una volta andò a chiedere qualcosa in una masseria e, visto com’era trasandato, furono sul punto di aizzargli i cani contro: se ne fuggì più morto che vivo. La madre, che aveva capito la situazione, gli procurò una bella giacca, un paio di pantaloni e un gilè di velluto.

Giufà tornò allora a quella masseria, vestito come un campiere. Ebbe un’accoglienza strepitosa. Lo invitarono persino a pranzo.

A tavola, tutti si dimostrarono ossequiosi nei suoi confronti. Quando servirono il cibo, Giufà, non sapendo come comportarsi, con una mano si portava le pietanze alla bocca e con l’altra si ficcava gli avanzi in tasca, nella coppola e nella giacca. E nel riporre il cibo negli indumenti, ripeteva:

– Mangiate, vestitucci miei. Siete voi gli invitati!

Published in: on 19 dicembre 2011 at 22:00  Lascia un commento  

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